| - Non sono quattro, ma sedici le pagine della nostra rivista. Dal gennaio scorso abbiamo ridotto le dimensioni di questa pubblicazione storica per via dei costi e, fondamentalmente, per i pochi abbonati.
- L’avevamo annunciato nell’ultimo numero del 2009. Un po’ tardi, in verità, per quegli abbonati premurosi e precisi che già avevano provveduto alla quota. Da parte nostra, però, non c’è stata malizia, perché ci siamo trovati nella necessità di ridurre la consistenza, lasciando immutato il prezzo di abbonamento (15 euro).
- Qualcuno ha detto: «Adesso cosa ci arriva? Quattro pagine di nessuno interesse. Smettiamo l’abbonamento». Decisione un po’ sdegnosa e precipitosa, ci pare. Neppure con 32 pagine il nostro periodico pretendeva di significare molto. Ma c’era e c’è ancora adesso il bisogno di raccogliere notizie, spesso mendicate a fatica, e di tenere i rapporti con le missioni (soprattutto italiane e tra di noi).
- Dicendo “noi” intendiamo i religiosi carmelitani, le monache claustrali, gli istituti aggregati della famiglia carmelitana e i laici dei vari gruppi. Purtroppo negli ultimi anni il legame tra tutti questi si è sfilacciato molto e i rapporti sono caduti.
- Colpa anche di internet, dove si riversano le notizie delle varie realtà che però restano spesso sigillate per gli estranei. Così che bisogna che qualcuno faccia la selezione delle notizie e le diffonda. Ed è questo il compito della nostra rivista.
- Le pagine sono poche e l’interesse assai scarso? È vero, ma non si può ragionare solo su questo. Chi ragiona così non aiuterà mai la nostra rivista a sollevarsi in un momento di grande difficoltà. Forse ha sempre pensato che doveva guadagnarci lui.
P. Rodolfo Girardello
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